Origami
creativo
Ho conosciuto gli origami da adulto
e, inizialmente, le mie fonti sono state i libri, poiché allora, nella mia
regione, avevo pochi interlocutori. Perciò posso affermare che in commercio
esistono delle buone e anche ottime pubblicazioni ma in esse, soprattutto se
consideriamo quelle italiane, sono particolarmente curate, a parer mio, quasi
esclusivamente la tecnica e la realizzazione, mentre è poco promossa e
stimolata la creatività.
Realizzando
origami credo che si debba cercare un buon rapporto tra semplicità del modello
e somiglianza con il soggetto reale. Una creazione è da considerare perfetta
quando con essa siamo stati capaci di riprodurre un oggetto difficile partendo
da un quadrato che, con poche pieghe, si è trasformato in un origami semplice e
rassomigliante. E' logico che per rappresentare modelli personali dovremo
possedere delle abilità ed acquisire delle conoscenze che, con un termine
troppo scolastico, potremo definire pre-requisiti.
E' infatti necessario allenarsi fino
a quando le nostre mani saranno capaci di riprodurre esattamente quello che
abbiamo intenzione di realizzare (le dita devono piegare con precisione come
abbiamo pensato di fare). Inoltre è importante avere una buona conoscenza delle
basi, anche le meno note; sentirsi pronti ad iniziare, avere a disposizione un
vasto assortimento di carta, in modo da usare sempre la più adatta, e possedere
una discreta biblioteca, per confrontare le soluzioni adottate dagli autori
delle diverse scuole per risolvere lo stesso problema.
La creatività è, naturalmente, una
conquista che si può raggiungere solo per gradi:
1)
si inizia apportando piccole modifiche a modelli riprodotti,
trasformando, ad esempio, un cavallo statico in uno rampante, oppure mettendo un
cane in posizione da pipi;
2) si
passa, poi, a modifiche più sostanziali, fino a trasformare un cane in una
volpe o un maiale in un cinghiale;
3) si cambia, radicalmente, un soggetto, fino a trasformarlo in un altro
completamente diverso, così un canguro può diventare, anche, un tirannosauro
rex o un pappagallo una lucertola;
4)
infine, si creano modelli completamente nuovi.
All'inizio si sceglie un soggetto
facile, cercando di cogliere quegli elementi che lo caratterizzano: una farfalla
è composta da quattro ali, un corpo, una testa, due antenne e sei zampe, ma
facendo solo due ali la farfalla è già riconoscibile. A questo punto, quindi,
si decide quante punte occorrono e di che tipo dovranno essere (più o meno
lunghe, più o meno larghe), inoltre come utilizzarle ma, soprattutto, come
ottenerle, cioè usando più fogli, utilizzando un formato particolare, facendo
delle pieghe apposite o usando una base.
In principio il nostro lavoro può
risultare poco personale e ricordare quello di altri autori, ma non bisogna
preoccuparsi troppo di ciò, perché l'esercizio e la continuità possono
successivamente affiancare alla creatività anche l'originalità.
A questo punto è bene ricordare che
la creatività origamistica può essere vista o come un progetto ingegneristico
che si prepara nei minimi particolari oppure come un'opera artistica che si
affida completamente all'estro e all'improvvisazione.
Personalmente preferisco fondere le
due tecniche ed usare la carta come lo scultore il marmo, il modello deve essere
in un primo momento proporzionato, perciò è il risultato di uno studio, ma, in
un secondo tempo, essendo una rielaborazione della realtà, per animarlo deve
essere artistico.
Ora dobbiamo considerare importante
anche la semplificazione della procedimento di piegatura, mantenendo inalterata
la bellezza del modello finale o addirittura, se possibile, migliorarla. Per
questo è importante rifare più volte il modello, cercando di considerare
criticamente le fasi intermedie tenendo presente l'effetto finale che si cerca
di raggiungere, utilizzando sempre tutta la carta a disposizione (cioè, se nel
realizzare un cane avanza una piccola area di carta, non bisogna eliminarla
piegandola e nascondendola, ma utilizzarla tenendo presente dove è localizzata,
trasformandola in un osso, in mammelle, organi genitali, ecc. ecc.).
Per finire non bisogna dimenticare, anche se non sembra
pertinente con l'argomento, il disegno: c'è infatti la necessità di disegnare
i diagrammi di tutti i modelli creati, che non devono essere necessariamente
bellissimi da pubblicazione, ma devono essere chiari e completi.
Finora ho
trattato l’argomento da un punto di vista puramente teorico, ora cercherò di
esemplificarlo portandolo sul piano pratico.
Dando per
acquisite le capacità, le conoscenze e la disponibilità del materiale che
abbiamo detto essere importanti per lanciarsi nella creatività, siamo pronti
per iniziare il nostro lavoro.
Per poter
cambiare anche solo leggermente un origami dobbiamo piegarlo e riaprirlo più
volte in modo da capire a cosa serve ogni singola piega e soprattutto cosa
succede al modello quando essa è modificata, eliminata o ne sono aggiunte delle
altre.
Incominciamo
con un modello che tutti conosciamo bene cioè la classica barca fatta con
un foglio A4.
Quando
reputiamo di conoscere bene a cosa servono tutti i passaggi per realizzare il
modello, proviamo a spostare dal centro la piega a valle del passaggio 1,
portiamo a termine la barca
senza altre modifiche e valutiamo il risultato.
Successivamente ripartiamo modificando solo una delle due pieghe a valle del
passaggio 2, trasformandola a monte.
Continuiamo
a piegare, riaprire e modificare questo prototipo di barca
cercando di guardarlo
sempre con gli occhi della fantasia, pronti ad accettare qualsiasi risultato,
non è detto che non possa nascere una stupenda scatola o qualsiasi altra cosa.
Può darsi
che i nostri tentativi all’inizio non diano prodotti validi, le cause possono
essere tante : troppa fretta, poca cura nell’esecuzione, ipercritica
negativa, timore di essere banale o di esporsi al ridicolo, ecc., ma nessuna di
esse giustifica la resa.
Chi ha
deciso di arrendersi dirà di non aver fantasia, di non essere portato per la
creatività, ecc., ma non dobbiamo essere tutti degli “A.Yoshizawa” o
“J.Montroll” ; il poter aggiungere qualcosa di personale alla magia del
piegare è invece alla portata di tutti ; presentare o assemblare in
maniera originale i modelli di altri significa già personalizzarli e ciò
giustificherebbe ampiamente i nostri tentativi e sforzi.
Adesso
tornando alla barca
vediamo una modifica che reputo particolarmente
significativa, arrivati al punto 6 senza nessuna variazione, portiamo
l’angolo al centro invece che all’angolo opposto, poi continuiamo
normalmente, fino ad ottenere il cabinato riprodotto nel disegno 9a.
Abbiamo costatato che spostando anche di poco una sola piega si è
ottenuto un modello che sembra completamente diverso dall’originale.
E’
importante quindi eseguire le varie fasi di piegatura di un modello cercando
sempre di vederci qualcos’altro, una specie di test di Rorschach (il metodo
delle macchie d’inchiostro degli psicologi).
Dopo aver letto e messo in pratica quello che abbiamo detto finora siete pronti per il vostro primo modello.
Potreste cominciare a piegare senza un preciso scopo e aspettare di vedere in quel foglio piegato qualcosa di riconoscibile. IO preferisco trattare l’origami come qualsiasi altro problema di creatività e quindi procedere con una metodologia progettuale.
Alcuni origamisti di fronte al fatto di dover preparare un progetto, si sentono bloccati e si lamentano sostenendo che così l’origami diventa troppo scientifico e poco artistico e che a loro così non piace più. Faranno molti sforzi per ricreare passaggi già fatti e faranno più volte gli stessi errori, rendendo la loro creatività molto romantica ma poco produttiva.
Per adesso è preferibile che seguiate questo mio metodo già collaudato, poi ognuno lo modificherà rendendolo più confacente alla propria personalità:
a) La prima cosa da fare è scegliere quale modello volete riprodurre, questo lo farete in base ai vostri gusti, ma vi consiglio di tener presente la fattibilità e la riconoscibilità. Per esemplificare il discorso progetterò una spilla a forma di chiocciola;
b) Dovete procurarvi il soggetto reale oppure, se proprio non potete, dovete trovare quante più foto è possibile e che ritraggano il modello da diverse prospettive. Nel mio caso mi procuro un libro illustrato sugli invertebrati, qualche guscio di chiocciola e una spilla;
c) Adesso dovete raccogliere i dati bibliografici, questo serve per studiare come hanno risolto gli altri il vostro problema e anche perché non corriate il rischio di creare un modello già pubblicato. Di spille a forma di lumaca non né ho trovato, ma di chiocciole ce ne sono tantissime. Citerò solo quelle che in qualche modo sono più attinenti al mio modello, quella di Yoshizawa pubblicata su “Antologia di origami - animali -“, quella di Giunta su “I piccoli animali” e quella della Fuse sul libro delle spirali;
d) In base ai dati dei punti B e C dovete decidere quali sono le parti che caratterizzano il soggetto che avete scelto. Per il mio modello c’è bisogno della conchiglia, del corpo e dello spillone, poi se sarà possibile anche della coda e delle due cornicine;
e) Quale tecnica volete e/o potete usare:
1) origami a foglio unico;
2) origami composto, formato da più pezzi;
3) origami modulare, composto da più fogli piegati uguali;
Per la spilla userò l’origami a foglio singolo e più precisamente il classico quadrato;
f) Dovete decidere quale base usare o quali pieghe dovete fare per ottenere la figura iniziale. Ho deciso che mi occorrono quattro punte lunghe e una molto corta, quindi userò la base della gru;
g) Quale carta usare, di quale colore e di che grandezza? Trovare la giusta combinazione permette di valorizzare molto il modello. Dovete fare molta attenzione nella scelta della carta anche se poi a modello creato potrete e dovrete provare altre possibilità. Per una spilla la più adatta è la carta metallizzata oro da una sola parte (in modo da usare la tecnica inside-out) e di piccola dimensione, anche se per le prove userò un quadrato più grande di quello definitivo;
h) Finalmente entra in scena la creatività. Miscelando bene i dati raccolti nei passi B e C con le scelte fatte ai punti D, E, F e G possiamo evitare di dover avere un’idea brillante che debba risolvere tutto, ma solo di riunire in modo creativo i vari elementi. Nel mio caso devo usare il triangolo rettangolo come coda, una punta come guscio/spirale (vedi “Fuse”), due come corpo/cornicine e l’ultima come spillone. Adesso devo solo armonizzare il tutto;
i) Ora dovete decidere se proseguire o se ricominciare cambiando qualcosa. Sono soddisfatto del mio modello quindi continuo;
j) Avete un modello che somiglia all’originale ma è senza vita. Dovete modellarlo in rapporto a cosa state riproducendo, un animale o una figura umana non deve avere spigoli, un fiore non deve essere rigido. Queste cose le noterete istintivamente, dove dovete procedere con prudenza sono le proporzioni quindi attenzione dove piegate una zampa o un braccio. Ho bisogno di modellare la coda e il corpo della lumaca e di creare gli occhi alla sommità delle cornicine;
k) Con il modello quasi ultimato dovete provare altre combinazioni di carta, colore e grandezza. Per il mio modello la carta metallizzata oro è obbligatoria, ho deciso che la grandezza giusta del lato del quadrato è 7,5 cm;
l) A questo punto dovete sottoporre “il vostro origami” al giudizio degli amici, che siano origamisti è auspicabile ma non indispensabile. Dovete ascoltare tutti i consigli ma poi dovete essere voi a decidere. Per i miei modelli oltre a farli vedere a tutti, soprattutto agli amici del “Napoli e…”, uso anche il sistema di rivederli dopo qualche mese dalla creazione in modo da sottoporli ad un esame più distaccato;
m) Dovete presentare il vostro modello? Ricordatevi che un modello modesto ben presentato si nota di più di uno stupendo senza nessuna valorizzazione.
n) Adesso la nota dolente, i diagrammi. I disegni sono una parte importantissima dell’origami creativo, ma il discorso diventa troppo lungo quindi tratterò quest’argomento con un'altro corso.
Come sempre, anche per questo metodo, non siate troppo ortodossi, vale a dire seguitelo con inventiva.Dal progetto di una salamandra, ho creato un ratto, questo non significa che il metodo è sbagliato o che la mia fantasia ha vinto lo schema, significa solo che per la salamandra dovrò riprovare.Credo di
aver, con queste mie parole, stuzzicato la vostra curiosità quindi buone pieghe ;
se qualcuno riesce ad ottenere qualche pur piccolo risultato di creatività, non
siate troppo modesti, sarei ben felice di venirne a conoscenza.